Contratti Swap: cosa sono, come funzionano e a cosa servono

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Contratti Swap: cosa sono, come funzionano e a cosa servono
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Hai spesso sentito parlare di contratti Swap e ti sei sempre chiesto a che cosa servano? Gli Swap rientrano nella categoria degli strumenti finanziari derivati, ma funzionano in modo diverso rispetto a futures e opzioni.

In questo nuovo post della nostra sezione focus, vedremo cosa sono i contratti Swap, come funzionano e quali sono le opportunità di guadagno (e i rischi di perdita) per gli investitori!

Cos’è un contratto Swap?

Gli Swap sono contratti derivati che prevedono per le parti contraenti l’impegno a scambiarsi i flussi di cassa generati da due diversi prodotti finanziari.

Ad esempio, una parte potrebbe impegnarsi nei confronti dell’altra a versare una certa somma di denaro calcolata sulla base di un tasso d’interesse di riferimento come il Libor (London Interbank Offered Rate). Mentre, da parte sua, la controparte si impegnerebbe a versare una somma corrispondente al rendimento generato da un determinato titolo azionario.

Interessi e rendimenti vengono calcolati sulla base del valore nozionale. Si tratta di un capitale puramente “ipotetico”, nel senso che funge da riferimento per il calcolo della somma da corrispondere alla controparte, senza che però nessuna delle due parti sia tenuta a garantirne la disponibilità.

In questo senso, gli Swap sono sì degli strumenti derivati, in quanto il loro meccanismo è fondato sull’andamento di altri prodotti finanziari detti sottostanti. Ma a differenza dei contratti future e delle opzioni, un contratto Swap non implica l’acquisto o la vendita del sottostante a una determinata scadenza.

Da notare che gli Swap possono risultare molto rischiosi per le parti in gioco e non soltanto a causa delle possibili fluttuazioni di mercato. Fatta salva l’eccezione degli Swap standardizzati, questi contratti non vengono scambiati sui mercati regolamentati e, di conseguenza, non esistono garanzie assolute riguardo alla solvibilità della controparte.

Come funzionano gli Interest Rate Swap (IRS)

I contratti Swap possono essere di diverse tipologie e coinvolgere sottostanti diversi. Per comprenderne meglio il funzionamento, prendiamo l’esempio degli Interest Rate Swap, che sono tra i più comuni e la cui comprensione è abbastanza intuitiva.

In questo caso, le somme che le controparti saranno tenute a scambiarsi verranno calcolate in base a due tassi di interesse diversi, generalmente uno fisso e l’altro variabile. Attraverso il contratto Swap, le parti si accorderanno per scambiarsi i relativi rendimenti a delle date prestabilite e per una durata predeterminata. La base per il calcolo degli interessi è sempre il valore nozionale di cui abbiamo parlato prima.

Mettiamo ad esempio che il valore nozionale stabilito sia di 100.000 euro. A si impegna a corrispondere a B un interesse del 2% annuo su questa somma, pari a 2.000 euro. Da parte sua, B si impegna a corrispondere ad A un interesse variabile calcolato sulla base di un tasso di riferimento come l’Euribor. Supponiamo ora che la prima scadenza per i versamenti sia stata fissata a tre mesi. Se nel corso dei primi tre mesi il tasso Euribor si è situato mediamente al di sotto del 2%, mettiamo all’1,2%, B avrà guadagnato grazie al contratto Swap mentre A avrà perso. Infatti:

A dovrà corrispondere a B 500 euro (100.000*2%)/4.

B dovrà corrispondere ad A 300 euro (100.000*1,2%)/4.

B avrà dunque guadagnato 200 euro, mentre A avrà realizzato una perdita di pari importo.

A cosa servono i contratti Swap

Come hai potuto dedurre dall’esempio che abbiamo appena visto, gli Swap vengono spesso utilizzati a fini speculativi, nell’intento di realizzare profitti sui mercati finanziari senza dover necessariamente impegnare grosse somme di denaro.

Gli Swap possono però servire anche a uno scopo diverso, che coincide con la tutela dai rischi derivanti dalle possibili variazioni delle condizioni di mercato. Volendo tornare per un momento all’esempio del paragrafo precedente, supponiamo che A abbia sottoscritto presso la sua banca un mutuo a tasso variabile calcolato sulla base dell’Euribor. In quel caso, concludendo il contratto Swap con B avrebbe la ragionevole certezza di limitare al 2% del nozionale gli interessi effettivamente pagati, mettendosi al riparo dalle fluttuazioni dell’Euribor qualora superassero questa soglia.

In questo post abbiamo visto cosa sono gli Swap, come funzionano e a cosa servono. Ricorda che si tratta di strumenti derivati ad alto rischio, inadatti a chi non ne conosce a fondo il funzionamento. Il nostro consiglio è sempre quello di rivolgerti a dei professionisti del settore per una consulenza.

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