Le basi della finanza comportamentale: perché devi conoscerle

Cos’è la finanza comportamentale? Cosa studia e perché ogni investitore dovrebbe conoscerne le basi e le principali dinamiche?

Sui mercati finanziari vengono prese centinaia di migliaia di decisioni ogni giorno: acquistare, vendere, aspettare. Il loro insieme determina in larga parte l’andamento dei mercati, ma non sempre queste decisioni sono motivate da considerazioni puramente razionali.

E qui entra in gioco la finanza comportamentale. Il post di oggi, che rientra nella sezione focus del nostro blog, mira proprio a fare chiarezza sulla sua importanza, per valutare se e in che misura ne dobbiamo tenere conto prima di cominciare a investire sui mercati.

Cosa studia la finanza comportamentale

Possiamo dire che la finanza comportamentale applica la psicologia comportamentale alle decisioni in ambito economico e finanziario. In altre parole, studia le componenti irrazionali che guidano le scelte degli investitori.

Si tratta innanzitutto dei fattori emozionali: spesso e volentieri le emozioni ci portano ad agire in modo irrazionale, ad esempio a vendere un’azione in perdita per la paura generata da un crollo che è però solo temporaneo e che, con tutta probabilità, sarà seguito da una ripresa.

Non sono però soltanto le emozioni che dobbiamo considerare quando si parla di finanza comportamentale. Perché i cosiddetti errori cognitivi giocano un ruolo almeno altrettanto importante. In questo caso, l’investitore tenderà a essere troppo ottimista rispetto a un determinato investimento, o a essere eccessivamente sicuro di sé e delle sue intuizioni.

Quali sono le emozioni basilari che guidano gli investitori sui mercati?

Quando si trovano coinvolti nell’ambito delle contrattazioni, gli investitori possono essere guidati da una grande varietà di emozioni, che rischia di allontanarli dall’analisi oggettiva dei dati di mercato e di fargli prendere delle decisioni sbagliate.

Paura, avidità, rimpianto, insicurezza, sono tutte emozioni che possono entrare in gioco offuscando la mente degli investitori meno abituati a sostenere il peso della volatilità e il ritmo pressante delle negoziazioni.

Cos’è l’effetto disposizione e come si manifesta

L’effetto disposizione è forse una delle manifestazioni più frequenti dell’irrazionalità degli investitori. Riguarda sostanzialmente la tendenza a non volersi liberare degli investimenti che stanno maturando delle perdite, nella vana speranza che le loro quotazioni risalgano in futuro. Allo stesso modo, si tenderà a vendere troppo velocemente quegli investimenti le cui quotazioni stanno guadagnando terreno, per paura che possano scendere di nuovo nel breve termine.

Dobbiamo ovviamente distinguere l’effetto disposizione da quella che è invece l’attitudine positiva di non lasciarsi influenzare eccessivamente dai trend di breve termine. I mercati finanziari sono caratterizzati da una volatilità che può essere più o meno marcata e un investitore consapevole è sempre in grado di resistere all’impulso di prendere la decisione di vendere sulla scia di un calo dei prezzi temporaneo.

In conclusione, possiamo dire che la finanza comportamentale studia i fattori emozionali che guidano le decisioni degli investitori, sia a livello individuale che collettivo. Se ti stai avvicinando al mondo degli investimenti è importante che tu ne conosca quantomeno le basi, proprio per ridurre al minimo il rischio di lasciarti trasportare dalle emozioni invece di fare le tue scelte basandoti su previsioni ragionate, indicatori e analisi oggettive.

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Post scritto da: Rocca Cesare