Short selling: cosa sono le vendite allo scoperto

Ti è capitato spesso di sentir parlare di vendite allo scoperto o di short selling senza però riuscire a capire di cosa si tratta? Forse ricorderai che a marzo dell’anno scorso, quando ci trovavamo in piena pandemia, la Consob ha proibito queste operazioni per un certo periodo di tempo. Lo scopo era evidentemente quello di salvaguardare il funzionamento dei mercati finanziari mettendo temporaneamente al bando le speculazioni di questo tipo.

Ma perché le vendite allo scoperto vengono considerate così rischiose? Cosa sono esattamente e come funzionano? In questo post della sezione focus del nostro blog vedremo di chiarire gli aspetti principali!

Che cos’è una vendita allo scoperto

Sostanzialmente, una vendita allo scoperto (o short selling) consiste nel vendere un’azione o un altro prodotto finanziario senza possederlo. Com’è possibile? È semplice, le azioni che si vogliono vendere possono essere chieste in prestito, generalmente a un broker o a una banca.

L’obiettivo di queste operazioni è guadagnare su un calo delle quotazioni delle azioni prese in prestito e vendute. Ne consegue che, chi opta per una vendita allo scoperto, scommette al ribasso su un determinato titolo.

Come funziona la vendita allo scoperto in borsa

Dicevamo che, per poter effettuare una vendita allo scoperto, un investitore deve dapprima prendere in prestito le azioni per poi venderle sul mercato. La sua speranza è che la quotazione scenda prima della data fissata per la restituzione. In questo modo, alla scadenza potrà riacquistare il titolo a un prezzo inferiore rispetto a quello a cui lo ha venduto, realizzando così un guadagno.

Naturalmente il prestatore chiederà in cambio il pagamento di un interesse, oltre a un margine di garanzia che lo tuteli adeguatamente contro le oscillazioni del mercato. Tieni presente che, nell’ipotesi in cui il corso dell’azione dovesse salire invece di scendere, l’investitore sarebbe costretto a riacquistare le azioni a un prezzo maggiore rispetto a quello a cui le aveva vendute, al fine di poterle restituire a chi gliele ha prestate nei tempi previsti. Il margine di garanzia serve proprio a tutelare il prestatore contro l’eventualità che chi ha venduto allo scoperto non sia poi in grado di restituire le azioni nel caso in cui nel frattempo il loro prezzo sia aumentato.

In definitiva, grazie allo short selling trader e investitori hanno la possibilità di scommettere al ribasso anche sulle quotazioni di titoli che non possiedono e che non sono quindi presenti nel loro portafoglio.

Quello che ti abbiamo appena descritto è il modo più tradizionale di concludere operazioni di vendita allo scoperto, ricorrendo a un prestatore che di solito è una banca o un intermediario. Ma esistono anche altre possibilità, soprattutto grazie agli strumenti finanziari derivati come i futures e le opzioni.

I rischi di vendere allo scoperto

Le operazioni di short selling sono note per essere molto rischiose. Vendendo allo scoperto, il rischio di perdita per l’investitore è infatti potenzialmente illimitato: se invece di scendere come previsto, le azioni dovessero salire, questi sarebbe costretto a riacquistarle a un prezzo più alto e in teoria non vi è alcun limite all’aumento di una quotazione azionaria.

In questo post abbiamo visto cosa sono le vendite allo scoperto e come funzionano concretamente. Ne possiamo dedurre che si tratta di operazioni speculative ad alto rischio, adatte unicamente agli investitori più esperti e che ti sconsigliamo vivamente di intraprendere a meno che tu non conosca a fondo questi strumenti e le dinamiche che regolano i mercati finanziari.

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Post scritto da: Rocca Cesare